La fusione a cera persa è la più antica metodologia di fonderia e l'interesse che questa suscita è proprio la considerazione delle sue remote origini, poste vari millenni prima della nostra era.
Del procedimento che andò poi diffondendosi nel mondo, si hanno tracce già intorno al 4000 a.C., fu utilizzato prima da cinesi ed indiani per poi fare la sua comparsa nell'area mediterranea ai tempi delle antiche civiltà pre-elleniche.
Di rilevante interesse sono i reperti archeologici scoperti in Cina risalenti alla dinastia Shang ( 1726-1122 a.C. ) ed il ritrovamento in India di una statua in rame di Siva, dio della danza, realizzata all'incirca attorno al IX o VIII secolo a.C.

"Bronzi di Riace"

La fonderia d'arte a cera persa toccò sicuramente vertici di grande interesse nel periodo della Magna Grecia e ne sono espressiva testimonianza le pregevoli opere di quel periodo tra cui i noti "Bronzi di Riace" realizzati attorno al 600 a.C., restaurati a Firenze ed ammirabili oggi presso il Museo Nazionale di Reggio Calabria.

"Perseo di Benvenuto Cellini"





Il procedimento raggiunse poi la sua massima vitalità artistica durante il Rinascimento italiano con la realizzazione di molti capolavori d'arte come, ad esempio, il "Perseo con la testa di medusa" di Benvenuto Cellini, la cui realizzazione venne poi ampiamente illustrata dallo stesso artista nell'autobiografia.